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Ci apprestiamo a celebrare la Festa di Liberazione, il 25 aprile.


L'Alternativa ha riflettuto sull'importanza della commemorazione e sul suo significato, spesso travisato, spesso dimenticato. 
Stiamo vivendo una delicatissima congiuntura storica, che vede accompagnarsi una protratta e ormai insopportabile decadenza economica a un crollo dei valori e a una reale minaccia di orrore e violenza.
Bombe esplodono nei luoghi della nostra vita, muri si erigono minacciosi intorno a noi, giovani vite sono sommerse dalle onde del Mediterraneo, il “Mare Nostrum”.
Ci ritroviamo così un po' smarriti, un po' scossi. E' questo il motivo per cui abbiamo ritenuto che la forza, il coraggio, le speranza di chi ha vissuto l'inferno e, all'inferno si è ribellato, potessero essere un regalo per tutti noi, un motivo di incoraggiamento quotidiano.
Nelle celebrazioni più tradizionali assistiamo al ricordo della Resistenza; noi abbiamo voluto fare un passo indietro e, coinvolgere nel ricordo coloro senza i quali la Resistenza non sarebbe stata, gli antifascisti.
Spesso questi due termini finiscono col sovrapporsi e col confondersi; tuttavia vi è una differenza sostanziale. La Resistenza ebbe inizio dopo l'8 settembre del 1943 e si realizzò sostanzialmente nella lotta partigiana; fu la forza, spesso gloriosa, che portò all'effettiva cacciata dei nazifascisti dall'Italia. I ranghi dei partigiani erano composti da combattenti di variegata provenienza, tante le donne, ancor più i giovani, molti dei quali provenivano dalle fila della Gioventù del Littorio: fiore all'occhiello del regime fascista, divenuta poi ironicamente laboratorio di antifascismo. 
Questo risveglio fu dovuto sì allo stato d'occupazione, ma fu merito soprattutto di quegli uomini e di quelle donne che fin dagli albori del regime fascista, vi opposero rifiuto. Quegli eroi che presero posizione, che scrissero abusivamente, che crearono reti, che maturarono convinzioni e ideali a costo di perdere lavoro, famiglia, amicizie, financo la loro stessa vita.
Le strade del nostro paese li ricorderanno in questi giorni di festa, ricorderanno i loro volti, i loro nomi, le loro parole...

Potrete trovare alcune notizie sui protagonisti di questa esposizione sul nostro sito www.alternativa.co.it oppure venire a trovarci alla piccola mostra che allestiremo prossimamente.

Nella convinzione che tutti noi ne trarremo conforto e sprono, rivolgiamo il nostro saluto a tutti gli impavidi e un ricordo particolare a un grande antifascista del terzo millennio, Khaled al-Asaad, l'archeologo di Palmira.


L'Alternativa

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