Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva

 

Fino Mornasco 30 aprile 2015

Dr. Rossella Pera 


Alla gentile attenzione

Del Sig. Sindaco

Del Sig. Presidente del Consiglio Comunale

Della Sig.ra Segretario Comunale

 

La sottoscritta, Dr. Rossella Pera, in qualità di Consigliere Comunale del Gruppo L'Alternativa, atteso l'imminente smaltimento di libri obsoleti e/o danneggiati o inutilizzabili della Biblioteca Comunale, deliberato e pubblicato lo scorso 27 aprile 2015.

chiede

che il Sindaco Dr. Napoli Giuseppe Voglia sospendere dette operazioni anche al fine di individuare un migliore e più ecologico strumento di smaltimento dei predetti beni, garantendo oltre ad un superiore e continuo sviluppo del patrimonio mediante un processo di selezione e aggiornamento della  biblioteca pubblica e il vivo interesse degli utenti verso la lettura, anche il recupero di materiale altrimenti destinato al macero.

Il Gruppo L'Alternativa ritiene di poter soddisfare sia le esigenze pubblicistiche e contabilità proprie della A.C. sia di poter garantire le migliori tutele e la salvaguardia dell'ambiente, mediante la cessione a privati che ne facciano richiesta, dietro pagamento di un’offerta libera non inferiore a una somma che potrà essere successivamente definita, vincolando i relativi introiti all’acquisto di altro materiale bibliografico per la Biblioteca e prevedendo la distruzione del solo materiale che non sarà altrimenti smaltito.

Di tal maniera, saranno ridotti ai minimi termini gli sprechi, tutelati i beni appartenenti al demanio pubblico, salvaguardate le casse della A.C., il tutto, nel rispetto dell'ambiente oltre che della normativa comunale e nazionale nonché dei principi e delle linee guida stabiliti dagli organismi internazionali.

Tanto si doveva.

Dr.ssa Rossella Pera

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Il Consiglio Comunale indetto ieri sera, mercoledì 29 aprile, ha avuto come ODG sostanzialmente l'approvazione del Bilancio consuntivo e la svendita del Parco Ruccia.

Andiamo per ordine e partiamo dal Bilancio consuntivo.

Una premessa: al passato Consiglio Comunale L'Alternativa aveva deciso di votare favorevolmente il Bilancio Preventivo a esclusione della voce sulla TARI. Tale decisione era maturata in seno ad una riflessione interna che ci aveva convinto che bocciare l'aumento delle aliquote non fosse producente al benessere della comunità: la situazione economica del Paese intero e ancor più lo stato in cui versano i comuni italiani è cosa nota, se non si fosse andati ad aumentare le aliquote quei soldi, avremmo dovuto dire dove saremmo andati a racimolarli. L'ipotesi di vendita degli immobili comunali o tagli ad altre voci fondamentali di bilancio non ci sono sembrati la via migliore da perseguire. Unica eccezione è stato l'aumento dell'aliquota TASI (a cui abbiamo votato contro) che è raddoppiata dopo essere stata immobile per due anni. Non è difficile far due conti della serva e concludere che tale voce è rimasta immutata per due anni, in ottica assolutamente elettorale. Il ragionamento dell'amministrazione uscente e riconfermata è stato" Mancano due anni alle elezioni, non tocchiamo l'aliquota così facciamo quelli belli e bravi e l'aumentiamo del doppio l'anno dopo". Non siamo dunque un gruppo di minoranza che vota a priori contro l'amministrazione: lo facciamo quando l'analisi del materiale ci conduce a conclusioni differenti.

Quanto concerne il Bilancio Consuntivo del 2014, la musica è stata decisamente diversa e abbiamo votato contro.

L'Alternativa ritiene che i soldi dei cittadini potevano essere amministrati in maniera decisamente migliore.
Cercherò di spiegare i motivi principali con alcuni esempi pratici; ovviamente non è possibile commentare qui ogni voce del bilancio.

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva

La ricorrenza del 25 aprile permette agli italiani di soffermarsi e riflettere. In ogni comune d'Italia si svolgono parate, concerti e manifestazioni per ricordare l'orrore della dittatura, per onorare i caduti in nome della libertà, per non cadere ancora in quegli errori che l'essere umano spesso finisce per compiere. E' il partigiano il suo emblema, il suo simbolo: giovane, impreparato ma colmo di ideali che si scaglia questa volta con la forza contro l'oppressione di ogni libertà.

 Il quadro è calzante se non fosse che, in quel movimento che oggi indichiamo sotto il nome “Resistenza”, non combatterono e morirono solo gli uomini della meglio gioventù italiana ma anche le donne. Le donne, quella parte da sempre poco considerata che si sacrificò e lottò esattamente come l'altra metà del cielo, lasciando sul terreno le proprie giovani, le proprie eroine.

 Ben sappiamo come l'organizzazione del PNF da subito vide nella donna una delle chiavi di volta per consolidare il consenso. Tradite le iniziali speranze delle giovani avanguardiste di ottenere un ruolo nella vita politica di partito e l'agognato diritto di voto, al gentil sesso Mussolini affidò il compito di essere buone madri per i futuri soldati italiani. Ecco che la dea del focolare assume il suo ruolo politico nel meccanismo fascista: occuparsi della casa, del marito e dei figli con la consapevolezza che questi ultimi avranno un ruolo determinante nell'incrementare quell'infinito processo che porterà “lo stato Italiano a non aver rivali al mondo”, quel sogno infantile di scienza e potenza.

 Fu la guerra a distruggere il castello di carte della superpotenza italiana: le nostre armi erano obsolete, i nostri soldati mal equipaggiati, il sogno si tramutò velocemente in incubo. Al mito della scienza e del genio bellico italico si sostituì, e questa volta a ragione, quello del valore e dell'onore dei nostri soldati all'estero, imprigionati e trucidati come traditori dopo quel dannato 8 settembre 1943.

 E in tutto questo le donne? Togliamoci dalla testa quelle immagini di madri e giovini fidanzatine che spettano alla finestra l'arrivo del proprio caro, si addicono meglio ai foullietton d'ottocento. Le nostre madri e fidanzate, in linea con l'ideologia di abnegazione in favore dello Stato, caposaldo dell'ideologia fascista soprattutto dopo la riforma scolastica di Bottai, entrarono nelle fabbriche, d'armi soprattutt,o e parteciparono all'impresa bellica in tutti i modi a loro concessi. Dove la guerra non era il centro delle loro attività interveniva il bisogno di sopravvivenza che fu determinante nel far abbandonare definitivamente la zuppa sul fuoco domestico, per produrre beni e materiali in quell'Italia ormai ridotta alla fame. Proprio nelle fabbriche iniziano i primi moti di dissenso femminile al governo di Mussolini.

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Alla memoria di Giuseppe Di Clemente:
Uomo di fede incrollabile
nel grande sogno della Libertà
dedico

     Fredda, continua, greve croscia l’acqua
sul corteo che per le vie si snoda,
e per le piazze riversa in un trionfo
di gonfaloni drappi, stendardi,
gagliardetti e, su tutti, incede il tricolore.
Graffia i volti, martella le nude mani,
s’infiltra tra le pieghe dei vestiti,
trafigge il petto, e nell’intimo s’addentra:
- ogni goccia un ricordo, un morso al cuore,
dal quale sprizzano devoti fremiti
d’angoscia e di speranza -;
batte il selciato quel martellante ostinato,
e risale mulinando aggressivo fumante cinereo
a rigirarsi col respiro che rompe dal petto d’ognuno;
e d’ogni gola un sospiro, proni al tributo d’onore,
ai reduci, agli immolati, ai credenti
nella suprema fede dei valori dell’uomo,
e agli ignoti eroi che da quella
fede furono affascinati e vinti
fino all’estremo atto dell’esistenza: Pace. Pace!
Riaffiorano i tremori, gli sgomenti
per un trascorso tuttora vivo,
e palpitante di nobili rinunce,
cui, chiniamo la fronte a tanta memoria:
sopra i nostri capi udiamo scorrere
i sereni messaggi dei mille,
e mille martiri.

O Bella ciao, o Bella ciao, o Bella ciao!…

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva

Scrivo queste righe in qualità di ex amministratore della Società MFM s.r.l. perché, già in diverse occasioni, mi è capitato di leggere o di sentire dichiarazioni inerenti ai debiti ereditati dalla società municipalizzata e ora ricadenti sul Comune di Fino Mornasco.

Bisogna ricordare che M.F.M. ha come socio unico il Comune e che quest'ultimo è praticamente il suo solo committente.
Il compito di MFM era quello di gestire il patrimonio comunale e di realizzare le opere pubbliche commissionate.

Le manutenzioni e le opere pubbliche si sono realizzate e si possono vedere.
Solo per citarne alcune: la sistemazione di “piazza della tessitura”, la pavimentazione dei cimiteri, la sistemazione e manutenzione delle aiuole davanti alla chiesa di S. Stefano, il recupero della potabilità dell'acqua del pozzo di via Volta, la realizzazione di 3 impianti fotovoltaici e un impianto solare termico su edifici pubblici, la costruzione di nuovi colombari al cimitero, i lavori di ultimazione della palazzina che accoglie la “Croce Verde” e il comando della polizia municipale, il servizio di pulizia strade, ecc. ecc.

Questo per dire che la Società non ha buttato via i soldi ma li ha usati per opere e servizi utili alla collettività. Ricordo che ciò è sempre avvenuto con l'avvallo dell'amministrazione comunale i cui membri, a partire dal primo cittadino, sono ancora in buona parte presenti nelle fila della maggioranza che oggi ci governa.

Ora, che per assolvere questi compiti chiesti dal socio unico la MFM abbia dovuto contrarre mutui, era cosa risaputa. Infatti ogni anno il consiglio comunale approvava il preventivo ed il consuntivo di bilancio con tanto di relazione dei revisori della municipalizzata, dove si evidenziavano delle problematiche economiche e dove si chiedeva all’amministrazione comunale un indirizzo volto al risparmio, che tradotto in parole povere vuol dire “tiriamo un po’ la cinghia e facciamo solo manutenzioni piuttosto che nuove opere”. Bastava non chiedere a MFM di fare determinati interventi che evidentemente, però, il Comune ha ritenuto importanti. Qualche consigliere comunale mi ha detto di non aver capito l'entità dei movimenti finanziari di cui si parlava: ma non è forse compito degli amministratori pubblici quello di informarsi, leggendo le relazioni e la documentazione a disposizione per poi votare al meglio? Voglio dire che “se” il consiglio di amministrazione di allora ha commesso qualche errore, sottolineando il “se”, quest'ultimo non li ha certo commessi da solo.

Mi preme anche fare un piccolo accenno riguardo le Case Comunali.

Sul quotidiano “La Provincia” di qualche tempo fa, un articolo raccontava che il Comune ridiventava proprietario delle case di edilizia economica popolare ma, ahimè, si doveva accollare anche i crediti non riscossi dalla municipalizzata nei confronti degli inquilini inadempienti. Vorrei a tal proposito ricordare che fu il Comune a cedere alla sua società i crediti degli affitti non riscossi, valutandoli come difficilmente recuperabili.
MFM si è adoperata da subito per riprendere quello che era possibile, procedendo, quando serviva, per vie legali. Il risultato fu che gli inquilini oltre a pagare l'affitto si impegnarono a stipulare piani di rientro per saldare l'arretrato; certo, con cifre irrisorie, dal momento che stiamo parlando di famiglie con situazioni difficili o di indigenza. Comunque sia, finì per mettersi in moto un inversione di tendenza che, fino a quando fui presente, venne mantenuta.

Sperando di aver contribuito a fare un po' più di chiarezza, esprimo grande piacere nell'apprendere che l'attuale amministrazione, così come ha dichiarato il Sindaco, sia riuscita a ridurre i debiti contratti. Sottolineo però che detti debiti non sono debiti della società, bensì del Comune di Fino Mornasco dato che la municipalizzata operava per conto del Comune stesso.

Dr. Giuseppe Riselli