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L'Alternativa ringrazia il socio Sergio Scalzotto per il prezioso contributo, una poesia scritta a riconoscenza, e ammirazione profonda, per le ragazze, madri, nonne che dedicano parte del loro tempo e di intelligenze per la buona riuscita della nostra Associazione politico-culturale 

 

Come Dedica (Affetti mai detti)

 

Per sei quadrimestri,

per anni, per cento

svanire dal mondo;

e pianger per mesi,

per giorni per notti,

poi volger le spalle,

rifare, tentare:

tornare al tuo pianto

e ancora rileggi,

e scrivi e descrivi

la voce del cuore,

dell’anima gli occhi

che, come le nubi

di maggio, sorridono;

e seriche aurore,

e verdi gli estivi

tramonti, con rondini

- le liete parole

di vita e speranza -

pel cielo d’agosto

coi cuccioli aliare.

Ma torni al tuo pianto:

correggi la carta

bagnata, che stinge

di solite lacrime.

Seguire sognando

con palpito amabile

la grande visione,

tuttora increspata

di gocce stillanti:

ma t’agiti e pensi,

l’angoscia ti assalta,

la carta s’ammolla,

e annulla distrutto,

dal pianto umettato,

lo scritto perfetto,

che irrora le lacrime,

danneggia le scritte

di cìano e di porpora,

istrutte, complesse

parole non lette,

espresse dal pianto,

da stille furtive;

la carta rigonfia,

tratteggi di steli

verdeggiano foglie

corniciano gemme

e sboccian colori

di cremisi e giallo,

giacinto violetto

e rose canine,

verbene cedrine.

Per sei quadrimestri

per cento, per anni

restare nel mondo:

apprezzi e trasogni

l’affabile cespite

d’eclettiche tinte:

affetti mai detti

affetto per tutti:

tal umile fiore

m’esplode dal cuore.

Il resto son favole.

 

Sergio O. Scalzotto – Fino M.: otto marzo 2015

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Il 19 Gennaio 2015 è stato pubblicato sul sito di Regione Lombardia il Provvedimento di assoggettamento alla procedura di valutazione d’impatto ambientale del progetto Esselunga, provvedimento in allegato a questo articolo.

Interessanti sono le motivazioni addotte da Regione Lombardia, molte delle quali erano state già individuate da L’Alternativa in occasione del Consiglio Comunale del 20 Giugno 2014 con un intervento protocollato (protocollo 7844 del 19 Giugno 2014) che non ha mai avuto risposta.  

Oggi la risposta c’è, da parte di Regione Lombardia.

Leggendo il capito 3.4 apprendiamo che già nel 2012 Regione Lombardia aveva indicato la condivisione con le Ferrovie Nord del progetto di riqualificazione viabilistica come vincolante per l’opera, e viene ribadito come l’assenza di questa condivisione sia particolarmente rilevante soprattutto in considerazione del fatto che la PREVENTIVA soppressione del passaggio a livello è considerata IMPRESCINDIBILE da Ferrovie Nord per l’attivazione della struttura (cosa ribadita il 12 Febbraio 2013 dalle stesse Ferrovie).

Stupisce quindi che oggi la maggioranza definisca come inaspettata la richiesta di Regione Lombardia; L’Alternativa in merito alla questione aveva evidenziato la stessa criticità: “Riteniamo utile sottolineare, inoltre, che la creazione delle suddette rotonde non andrà in alcun modo a tamponare la criticità viabilistica costituita dal passaggio a livello ferroviario: un imbuto per i veicoli e punto di stallo del traffico nei lunghi tempi legati alla meccanizzazione dell'abbassamento delle sbarre del passaggio a livello.”.

Non si tratta dell’unica criticità che avevamo evidenziato: in quello stesso intervento abbiamo anche cercato di spiegare “che il testo di delibera presenta una procedura non corretta: il Piano Attuativo fa riferimento alla scheda tecnica di comparto, la quale recita che “l'intervento dovrà essere coerente con quanto contenuto nel progetto di riqualificazione urbanistica condiviso nell'accordo di programma che sarà sottoscritto tra i comuni di Fino Mornasco, Cassina Rizzardi, Provincia di Como etc..”; tale circostanza è poi ripresa anche nel testo della proposta di delibera dove si sostiene che, poiché l'accordo di programma non esiste ancora, ora si procederà all'adozione, mentre l'accordo ci sarà solo nella fase successiva l'approvazione del Piano Attuativo. Va da sé che riteniamo scorretta tale procedura perché se non esiste l'accordo non è possibile valutarne la compatibilità con il Piano Attuativo. Il perseguimento di una procedura sbagliata potrebbe provocare contestazioni e ricorsi che rischierebbero di allungare oltremodo i tempi. L'Alternativa invita dunque la maggioranza a riflettere sulla possibilità di perseguire prima l'accordo di programma e successivamente procedere con l'adozione del Piano Attuativo.”.

Nel consiglio del 20 Giugno la maggioranza ha invitato i consiglieri di minoranza presenti a parlare con cognizione di causa ed ha difeso l’iter intrapreso. 

Regione Lombardia sul merito oggi scrive che “l'Accordo di Programma che, a norma di P.G.T. condivisa da Regione Lombardia, avrebbe dovuto costituire il presupposto programmatorio obbligato per la definizione di tale sistema di accesso con i vari soggetti sovraordinati non risulta tuttora definito né tantomeno sottoscritto;”

Anche in questo caso quindi L’Alternativa aveva per tempo evidenziato una criticità senza venire ascoltata. Legittimo chiedersi alla luce dei fatti se non avrebbe senso un atteggiamento di minor arroganza da parte della maggioranza relativamente alla gestione del bene comune allo scopo di minimizzare ed intercettare per tempo gli errori.

Per quel che concerne le altre osservazioni di Regione Lombardia, relativamente al paesaggio leggiamo (capitolo 3.3) che “si ritiene che, al fine di meglio salvaguardare l’ambito sottoposto a tutela paesaggistica, la nuova proposta debba ridurre l’impatto visivo del piazzale antistante il nuovo manufatto.” mentre per quanto riguarda la gestione delle acque si specifica (capitolo 3.5) che “Tale soluzione per lo smaltimento delle acque dovrebbe essere rivista in relazione alla necessità di valutare una nuova soluzione tecnica di parcamento di tipo “drenante” in conformità alle disposizioni del PTUA (dgr N. 2244/06).”

Relativamente alla salute pubblica apprendiamo nel capitolo 3.6 che sebbene il Comune di Fino Mornasco abbia dichiarato a Dicembre 2014 che l’area oggetto di intervento sia al di fuori dall’area di rischio individuata dalla presenza dello stabilimento BASF, Regione Lombardia ritenga indispensabile un approfondimento in merito (“Sarebbe comunque opportuno che lo studio di impatto approfondisca e chiarisca la tematica. È altresì opportuno ricordare che gli studi di impatto ambientale devono sviluppare la componente salute pubblica in applicazione dei disposti di cui alla DGRL n.1266/2014 e dare contezza del requisito di salubrità e di compatibilità dei suoli.”).

Le conclusioni di Regione Lombardia possono essere lette nel documento, sono note.

L’Alternativa da parte sua ritiene che le numerose osservazioni fatte al progetto Esselunga meritino un’attenta autocritica da parte di chi ostinatamente ritiene di volerlo perseguire ed evidenzino una pericolosa superficialità ed arroganza relativamente alle problematiche ambientali, al punto da arrivare ad ipotizzare di presentare un progetto per l’eliminazione del passaggio a livello e di non rinviare l’avvio del cantiere Esselunga alla realizzazione dello stesso. 

Appare paradossale il ragionamento secondo il quale gli oneri di urbanizzazione di un’opera che, ad oggi, andrebbe a peggiorare la situazione viabilistica dovrebbero essere investiti in un’opera che la situazione viabilistica potrebbe migliorarla: la FinoVia. Non si libera Fino dal Traffico in questo modo, ma forse solo una via.
Il prezzo potrebbe essere troppo alto, come già evidenziato dalla nostra capogruppo in una precedente nota.

Dr. Cristian Rullo

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Buonasera  a tutti, sono il Segretario del Circolo del Partito Democratico il Gelso che comprende fra altri Comuni anche Fino Mornasco definito in tempi  recenti da un magistrato “fulgido esempio di comunità mafiosa”. Il mio intervento non sarà un’analisi sociologica, che in quanto agronomo non sarei in grado di fare, ma una breve descrizione di  come, a livello locale come PD e PSI riuniti nella lista Alternativa, ci stiamo muovendo.

Il punto centrale è, a nostro modo di vedere,  culturale. La differenza di etica e di valori con altre liste o movimenti, già da noi segnalata nell’ottobre del 2011, non è forma, è sostanza.  Se, come ci ha mostrato la politica del centro destra in Lombardia ma non solo,  ai diritti dei cittadini si sostituiscono i favori ai clientes, se l’obiettivo è vincere ad ogni costo per cui non si passa dall’allargamento del consenso fra i cittadini ma attraverso l’acquisizione di pacchetti di voto, allora è inevitabile l’infiltrazione mafiosa, perché chi può dare garanzie certe su pacchetti importanti di voti meglio di un’organizzazione criminale presente sul territorio?  Il medico, il catechista, l’allenatore possono parlare con tante persone ma non possono garantire i voti, il mafioso si. E a favore spesso segue favore, ricordiamoci perché è  caduta la giunta Formigoni.  Per cui è il contatto per richiedere voti da evitare. 

Ricordo inoltre che le varie mafie si impongono dove non c’è Stato  o comunque dove non c’è comunità se non quella mafiosa.  Se il negoziante è lasciato solo di fronte al pizzo, se l’imprenditore è lasciato solo di fronte alla crisi, se il ragazzino è lasciato solo davanti alla scelta fra la disoccupazione  e il crimine, la malavita organizzata può imporsi più facilmente. Occorre quindi che la politica torni ad essere una politica di servizio ai cittadini, includente e coinvolgente, non per addetti ai lavori o per gli amici degli amici, occorre tornare là dove c’è disagio sociale per monitorare, capire e cambiare, pensiamo ad esempio alle case popolari di via Scalabrini. In un paese dormitorio in cui ognuno è chiuso nei propri interessi ed ignora cosa succede intorno,  bisogna ricreare uno spirito di appartenza e di solidarietà.  I cittadini non solo devono essere informati di quanto l’amministrazione sta facendo in totale trasparenza ma devono essere coinvolti nelle scelte. Trasparenza e condivisione diventano argini all’infiltrazione mafiosa, favorita invece, come detto dal clientelismo e dalla opacità delle procedure. Da qui l’impegno dei nostri iscritti nelle Commissioni e la richiesta di ripristino di quella  bloccata dalle dimissioni del Presidente. Come penso sapete a Fino Mornasco abbiamo avuto diverse dimissioni non solo in Consiglio ma anche nelle Comissioni. Noi riteniamo come detto che le Commissioni svolgano un ruolo importantissimo di collegamento fra Consiglio Comunale e popolazione, per cui non devono restare bloccate o solo sulla carta.

Lo stesso discorso vale per il mio Partito, il Partito Democratico, in Italia diceva Flaiano siamo sempre pronti a correre in soccorso del vincitore, faceva notare Crozza che mentre alle elezioni  vere la percentuale di astenzionismo è drammaticamente alta, alle primarie del PD votano tutti: Cinesi, Albanesi, parenti venuti apposta dall’Australia. Sembra che sostenere il PD non sia una scelta, un impegno ma un diritto, direbbe Totò, a prescindere. Chiunque ne abbia voglia, indipendentemente dall’idee politiche, dall’appartenenza ad altri Partiti o Movimenti in opposizione al PD, dagli ideali che porta,dalle persone con cui si rapporta, basta che paghi e si compra la tessera. Ora noi non dobbiamo chiuderci nell’autoreferenzialità ma non dobbiamo neanche  svendere i nostri valori per i numeri, altrimenti, l’inchiesta Roma capitale insegna,  tradiremmo quei milioni di cittadini che ci votano sperando in un’Italia onesta.

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Il gruppo L'Alternativa non si è mai schierata contro il progetto “Esselunga” a priori. 

Fin da subito ci siamo però rivolti dei seri interrogativi sulla ricaduta che la costruzione di un supermercato, che oggi dai documenti scopriamo essere un vero e proprio Centro Commerciale, avrebbe avuto sulla vita della cittadinanza.

La prima criticità da noi riscontrata fin dalla campagna elettorale, è stata proprio la presenza del passaggio a livello a poche centinaia di metri dalla collocazione del futuro supermercato: un imbuto per il traffico e già punto di enorme criticità allo stato attuale. 

Convinti della serietà delle nostre preoccupazioni, sulla questione passaggio a livello abbiamo portato anche l'attenzione del Viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Riccardo Nencini.

Ovviamente ai tempi le nostre preoccupazioni vennero definite strumentali e immotivate. 

Oggi, dopo che anche la Regione ha denunciato il problema dando uno stop ai permessi, la nostra giunta si sveglia.

Se l'Alternativa può dirsi entusiasta dell'idea di creare un sottopasso che libererebbe finalmente il paese da lunghe e continuate code in concomitanza del passaggio dei treni, altrettanto entusiasta non è dell'installazione del futuro supermercato.

Qualora si riuscisse a procedere con la creazione del sottopasso, i benefici ricavati dal punto di vista viabilistico verrebbero completamente vanificati dall'incremento di traffico (e quindi smog) causato da Esselunga.

Va inoltre sottolineato che i fondi per la realizzazione del suddetto sottopasso (che dovrebbero essere forniti da Regione e FerrovieNord) non ci sono. Come capogruppo de L'Alternativa mi sono preoccupata di contattare personalmente la dirigenza di FerrovieNord, con lettera protocollata. Il risultato è che i fondi annunciati sui quotidiani, le Ferrovie non hanno assolutamente intenzione di stanziarli.

Scopriamo anche che il nostro governo comunale intende procedere con i permessi e dunque con la realizzazione del Centro Commerciale a prescindere dalla realizzazione del sottopasso, a cui si rifila un vago “verrà fatto in futuro” (quantificato? 5- 10-20 – 100 anni???).

Inutile spiegare a chi abita a Fino Mornasco e non in un ridente verde paesino della Spina Verde, che l'incremento di traffico e smog non mitigato da un sottopasso porterebbe alla nostra comunità solo una quantità incredibile di inquinamento sonoro e ambientale. Insomma in barba alla nostra salute pur di far cassa.

Continuamente la maggioranza comunale parla di miglioramenti viabilistici grazie ad Esselunga... quali di grazia? La rotonda che giova più a Cassina che non al centro di Fino Mornasco o la fantomatica FinoVia che non vanta le adeguate pertinenze e il cui costo è superiore ai soldi che si andrebbero ad incassare come oneri di urbanizzazione?

Il punto che più di ogni altro aveva portato l'Alternativa a non bocciare Esselunga, era la promessa che un cospicuo numero di finesi venissero assunti dall'azienda in questione.

Nonostante sui giornali si leggano cifre esatte (anche se talvolta discordanti 85, 79, 56 etc) riguardo le assunzioni, la realtà dei fatti è che Esselunga nell'accordo stipulato con il Comune di Fino Mornasco, non conferma da nessuna parte l'intenzione di assumere finesi per il 60%.

Se infatti nella PROPOSTA del 17 luglio 2014 (depositata in Comune e consultabile da chiunque tramite accesso agli atti)  si ventila l'ipotesi di riservare il 60% delle nuove assunzioni al Comune di Fino Mornasco, di versare un contributo di 40.000 euro finalizzato a  promuovere azioni di sostegno e di sviluppo delle micro e piccole imprese locali, e molto altro ancora, nella domanda di rilascio dell'autorizzazione datata 18 dicembre 2014 (anch'essa depositata e consultabile), Esselunga comunica le DECISIONI PRESE anche in ambito di sviluppo occupazionale.

Pertanto afferma che le nuove assunzioni previste sono 85, che le stesse verranno selezionate tenendo conto delle specificità richieste dall'Operatore e che oltre alla normale PROPRIA attività di selezione del personale (che dunque non riguarda i nostri concittadini), Esselunga si impegna ad usufruire del servizio gratuito dello Sportello Lavoro con sede a Fino Mornasco MA ai cui servizi aderiscono MOLTI Comuni.

In soldoni non c'è nessuna garanzia che il 60% delle nuove assunzioni riguardi gli abitanti di Fino, ci viene solo garantito che una parte delle assunzioni (perchè una parte se la riserva Esselunga) avverrà avvalendosi dello Sportello Lavoro, a cui possono portare le domande tanti cittadini di paesi diversi.

Concludo informandovi che lo studio sull'occupazione (e sulla conseguente perdita di posti di lavoro all'interno dei nostri negozi) depositato da Esselunga il 19/07/2014 (Prot. 9263) ci dice che se è vero che in totale (e quindi non per i soli finesi) le nuove assunzioni saranno 85, ci dice anche che i posti persi nelle aziende del circondario saranno 77. A conti fatti gli occupati in più saranno 8. e non necessariamente finesi.

L'Alternativa si domanda quindi quali siano i vantaggi a favore della cittadinanza dal momento che ad oggi nessun posto di lavoro è realmente garantito, mentre garantito è l'aumento di traffico e quindi di inquinamento e sostanze dannose. 

L'Alternativa si domanda anche che fine abbiano fatto le agguerritissime associazioni contro il traffico... probabilmente a far da prodi scudieri al signorotto di turno, senza Omaggio Ligio si intende!

Evidentemente l'unico obiettivo oggi è incassare quei soldi per mettere a posto i conti, nel mentre svendiamo beni comunali, li diamo in gestione ai privati e facciamo della salute di ogni persona un'inezia.

 

Dr. Rossella Pera

 

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Spesso ci si chiede perché le cose non vanno come dovrebbero, o perché le istituzioni non funzionano come ci si aspetterebbe.

Il problema è molto ampio e soprattutto, a mio parere, di tipo culturale.

Una piccola tessera del puzzle che contribuisce a questo però, è il rispetto delle regole.

Faccio un esempio che mi è capitato di recente. 

Nel mese di Febbraio partecipo, in quanto membro di minoranza, alla commissione “istruzione e servizi sociali”. Prima di iniziare a discutere i punti all'ordine del giorno, chiedo di avere risposta ad un problema da me sollevato riguardo l'elezione del presidente della commissione, la risposta fu “tutto è regolare”.

Spiego meglio:

 Dopo la prima riunione della commissione, in cui si è eletto il presidente, chiedo ed ottengo lo Statuto che regola le commissioni consultive del Comune. Il giorno seguente, dopo aver letto  il  documento, mi accorgo che per eleggere il Presidente è necessaria la maggioranza assoluta dei commissari, e non come erroneamente è accaduto con la maggioranza dei  presenti. Così informo della cosa il Presidente (non Presidente) della commissione e lei cortesemente mi dice che ne parlerà con il Sindaco per verificare. Dopo più di due mesi, appunto il 12 Febbraio, viene riconvocata la commissione. Io ribadisco l'irregolarità della cosa da me rilevata e alla fine, dopo molte resistenze e attacchi personali da parte di alcuni presenti, mi viene data finalmente ragione con grande imbarazzo dell'assessore che deve concordare il da farsi con il Sindaco tramite telefono.

Le accuse a me mosse, sono state quelle di voler far perdere tempo inutilmente, perché tanto sarebbe stata eletta  la stessa persona, avendo la maggioranza i numeri per farlo.

Il mio scopo era quello di regolarizzare una procedura sbagliata secondo lo Statuto e che rischiava di inficiare tutto ciò che è stato fatto fino a quel momento, oltretutto su un documento che ha scritto l'amministrazione che guida il Comune e che lei stessa non rispetta.

E' vero che il risultato finale è lo stesso, ma ci si deve arrivare nel rispetto delle regole dando il buon esempio, soprattutto da parte delle istituzioni.

Luisa Scalzotto